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Cenni storici su Ordona

Ordona è situata sulle colline del Tavoliere meridionale, su cui sorgono gli scavi archeologici dell'antica Herdonia. Nei pressi della città romana furono combattute due importanti battaglie, nel 212 a.C. e nel 210 a.C., tra i romani e i cartaginesi di Annibale nel pieno della seconda guerra punica. Annibale, dopo le vittorie riportate sui romani a Canne (216 a.C.) e a Herdonia (212 a.C.), tentò di assediare Roma nel 211 a.C. Per la sua fedeltà a Roma, Herdonia fu incendiata e distrutta per volere di Annibale al termine della seconda battaglia (210 a.C.). Grazie alla costruzione della via Traiana e della successiva via Herdonitana, che collegava Herdonia all'odierna Venosa, la città conobbe una fasestemma comune ordona di sviluppo e prosperità tra il I e il IV secolo d.C., diventando un grande centro di transito e di commercio dei prodotti agricoli del Tavoliere. Ancora oggi ci sono i resti del nucleo romano di Herdonia: le rovine del foro, della basilica civile, dell'anfiteatro, del mercato (macellum), delle terme, delle locande (tabernae) e dei numerosi magazzini adibiti allo stoccaggio del grano (le horrae). In seguito al terremoto del 346 d.C. molti edifici non furono ristrutturati, di conseguenza il centro abitato della città si spostò dal foro alle zone vicine alla via Traiana. Con il Cristianesimo in Italia, a Herdonia si attestò la presenza di due martiri di origine nordafricana, i Santi Felice e Donato. Dopo il crollo dell'impero romano d'occidente, Herdonia divenne sede vescovile. Nei secoli bui fu indicata con diversi nomi: Aerdonia, Erdonia, Ardonia, Ardona, oltre che Herdoniae. La difficile situazione politica ed economica trasformò il luogo, conferendo un aspetto più rurale. Ciò si tradusse con una dispersione della popolazione, dal centro alle campagne circostanti. Sul finire dell'età altomedievale il centro abitato si ridusse ulteriormente, e il territorio della città fu in parte invaso da spazi agricoli e boschivi. Durante l'epoca federiciana una preesistente costruzione religiosa normanna dell’XI secolo (castellum) fu rielaborata e in parte ricostruita dagli Svevi, che ne trasformarono l'utilizzo. Grazie a questa nuova residenza federiciana il luogo tornò a popolarsi. Tra il XVII e XVIII secolo cominciò il primo vero reinsediamento. Sul luogo che poi diventerà il nucleo originario dell'attuale Ordona, nacque prima un’azienda agricola di gesuiti, e in seguito sorse uno dei nuovi cinque reali siti colonici, fondati nel XVIII secolo da Ferdinando IV Re di Borbone per ripopolare e riqualificare l'area agricola del tavoliere meridionale. Dal 2004 Herdonia è una sede vescovile titolare.

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