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Cenni storici su Stornara

Stornara, nel Basso Tavoliere, si adagia su un piccolo poggio a 107 m. di altitudine con una superficie di Ha 3364; nelle vicinanze scorre un piccolo ruscello, la Pidocchiosa, comunemente detto “marana” ed è circondata da campi di grano, alberi di olive e verdeggianti vigneti che costituiscono le basi dell’economia. La storia di Stornara, finora documentata, risale al 1203, sesto anno di regno di Federico II, un piccolo centro rurale sorto lungo la via Traiana, la cui economia si basava sulla pastorizia e sulla produzione cerealicola. Il nome deriva dal latino sturnus vulgaris, stemma comune stornarastorno, volatile che sfreccia sui campi di grano soprattutto in autunno durante la preparazione del terreno per la semina del grano e l’antico stemma lo raffigurava su una torre merlata. Nel 1223 il territorio fu popolato da un gruppo di saraceni, provenienti da Lucera, e verso la fine del 1269 diveniva feudo di Goffredo di Beaumont. Dopo la conquista del regno di Napoli, Alfonso I d’Aragona pose mano ad una radicale disciplina della transumanza con la cosiddetta “Dogana della mena delle pecore” e Stornara figura nella locazione di Ordona con 5770 versure di terra destinate all’agricoltura e al pascolo, capaci di soddisfare le esigenze di ben 15839 pecore. Nel 1600 il feudo di Stornara fu acquistato dai Gesuiti del Collegio Romano per 42512 ducati e l’anno dopo vi stabilirono la loro Residentia Asturnariens, nella proprietà della famiglia Moscarella. Della presenza dei Gesuiti rimane il quadro della Madonna della Stella, recentemente restaurato, ed è possibile ammirarlo in tutto il suo splendore in fondo alla navata destra della chiesa San Rocco. Espulsi i Gesuiti ed istituiti i Reali Siti, a Stornara si insediarono 83 famiglie di coloni che determinarono un notevole incremento demografico e quel piccolo centro rurale si trasformò in un villaggio. Nel 1806, con decreto di Giuseppe Bonaparte i Cinque Reali Siti furono raggruppati in due comuni e Stornara fu aggregata a Stornarella. Nel 1905, anno in cui Vittorio Emanuele III promulgò la legge n. 352, Stornara ottenne la propria autonomia politica-amministrativa e il 6 maggio dell’anno dopo ebbero luogo le prime elezioni amministrative. Fu eletto sindaco il Cav. Domenico Caggese.

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