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Cenni storici su Stornarella

Adagiata sulla collina che da Ascoli Satriano scende fino al tavoliere, Stornarella è immersa nelle distese di grano duro che nei mesi di mietitura fanno da corona dorata al suo abitato. La sua storia, la sua cultura, gli usi, le consuetudini, hanno alla base la civiltà contadina fin dall’epoca neolitica. Il tenimento, che raggiunge una superficie di Ha. 3388, ha un’altimetria di circa 154 m. Il nome Stornarella compare per la prima volta nei primi anni del 1600 quando i Gesuitistemma comune stornarella del Romano Collegio della Compagnia di Gesù presero possesso e si insediarono in questo feudo stabilendo una residenza rurale che negli archivi fu denominata “Residentia Asturnariensis”. Il primo insediamento si formò come casale rurale attorno ad una chiesetta dedicata alla Madonna della Stella, e appartenne ai Gesuiti fino alla soppressione di questi ultimi dal Regno di Napoli, nel secolo successivo precisamente nel 1767. Rinacque nella seconda metà del ‘700 con la bonifica della zona, per opera dei Borboni, che la ripopolarono con una colonia di contadini, che misero a cultura i terreni e ne fecero una zona molto fertile. Fu stabilito che quattro masserie, Orta, Ordona, Stornara e Stornarella, dovevano diventare centri abitati da nuclei di coloni e doveva nascere un nuovo centro abitato, Carapelle; a Stornarella furono assegnati 73 coloni. Nascono i Cinque Reali Siti. L’interesse del Re Giuseppe Bonaparte per i Cinque Reali Siti dopo il suo insediamento il 14 febbraio 1806, fece capire che due colonie sarebbero state elevate a rango di Università (Comune). Il 17 giugno 1806, Stornarella avanzava la sua candidatura. La lotta fu coronata dal successo solo in un secondo momento dopo un’altra censuazione. Ufficialmente l’Università (Comune) di Stornarella inizia la sua vita il 1° maggio 1808. Sin dai tempi lontanissimi, la vicenda storica del Tavoliere e di Stornarella è stata molto influenzata dalla secolare azione della dogana delle pecore e dall’attività di transumanza i cui segni continuarono a connotare con varia incisività aspetti del suo territorio. Di questa testimonianza rimangono inoltre i tratturi, l’eredità più imponente e diretta se non la più suggestiva. Il toponimo è originato dal latino sturnus, storno, generi di uccelli passeriformi, termine dialettale “storni”, con riferimento alle allodole che di sera si posano sui piani del tavoliere.

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